Premier League - Le altre partite: Arrivano i verdetti finali, il Fulham strappa la salvezza
Birmingham, Fulham e Reading si giocavano la permanenza, esulta solo Hodgson. Everton in UEFA.
I riflettori erano puntati anche sulla disperata lotta per la permanenza nel massimo campionato: Birmingham, Fulham e Reading si giocano le ultime chance di conservare la categoria mentre in zona UEFA l’Everton di Moyes deve guardarsi le spalle dalle inseguitrici.
Birmingham - Blackburn: gli uomini di McLeish, fermi a 32 punti, devono vincere e sperare che nemmeno una tra Reading e Fulham faccia lo stesso. Partita sbloccata al 32’ da Murphy, con la collaborazione di Friedel, che non trattiene l’innocuo tiro del centrocampista dei Blues. Gol di fondamentale importanza per il Birmingham che però ad inizio ripresa subisce una vera e propria doccia fredda, visto che viene raggiunto dal gol di Pedersen. Ottima la reazione degli uomini di McLeish, che grazie a Jerome ritrovano il vantaggio. Nel finale la doppietta personale di Jerome ed il gol conclusivo di Muamba fermano il punteggio sul 4 a 1, ma mai vittoria fu più amara: il Birmingham retrocede in Championship.
Portsmouth - Fulham: l’incredibile rimonta degli uomini di Hodgson deve compiere l’ultimo passo a Fratton Park, contro un temibile Portsmouth; la prima frazione si chiude sullo 0-0, il Fulham colpisce un palo in apertura con Davies, ma tutto sommato il pari è giusto. Nella ripresa i Cottagers si scuotono, e trovano il vantaggio con Murphy al 72’.Le parate di Keller tengono a galla il Fulham fino alla fine, per una vittoria che, pur non completamente meritata, significa salvezza. Con questa impresa Hodgson riprende in mano una carriera che sembrava al tramonto.
Derby County - Reading: i Royals hanno il match ball più agevole contro il già retrocesso Derby, e non intendono sprecarlo: dopo 15’ Harper porta in vantaggio gli uomini di Coppell, raccogliendo l’invito di Kitson. Il Reading controlla i gioco senza problemi, cercando senza fretta i gol della sicurezza che arrivano nel secondo tempo prima Kitson e poi da Doyle mettono al sicuro i Royals, che trovano il gol del 4 a 0 con Lita la 91’. L’inattesa vittoria del Fulham a Fratton Park rovina la festa al Reading, che accompagnerà Derby e Birmingham in Championship. I rimpianti per Coppell saranno tanti, visto come la squadra si è espressa oggi.
Sunderland - Arsenal: le due squadre, senza niente da chiedere al campionato, trotterellano per il campo, senza apparente smania di vittoria. Wenger manda in campo una squadra inedita, portando inoltre in panchina cinque debuttanti assoluti. Walcott rompe l’equilibrio al 24, lasciando sul posto i difensori avversati prima di infilare il portiere Fulop, anch’egli un debuttante. La ripresa vede un Sunderland più attivo, ma il gol del pari non arriva; un dettaglio che non rovina la festa allo Stadium of Light per la salvezza centrata.
West Ham - Aston Villa: i Villans cercano un ultimo disperato assalto al quinti posto, ma deve rincorrere fin dal minuto 8, quando Solano ha trasformato un rigore. L’Aston Villa pareggia dopo pochi minuti, quando Young raccoglie un buon suggerimento di Reo-Cocker e mette la palla alle spalle di Green. In apertura di ripresa Barry segna il gol del sorpasso, approfittando di una corta respinta di Green, ma Ashton al minuto 88 pareggia i conti; niente rimpianti per l’Aston Villa, la vittoria dell’Everton avrebbe comunque negato agli uomini di O’Neill l’accesso diretto alla UEFA.
Everton - Newcastle: i Toffees conservano il quinto posto, che dà accesso diretto alla prossima coppa UEFA, battendo in casa il Newcastle di Keegan grazie al gol segnato da Yakubu al 22’. Il momentaneo pareggio di Owen su rigore non turba l’Everton, che torna in vantaggio con Lescott al 70’. Gli uomini di Moyes chiudono definitivamente il discorso UEFA al 81’, quando Yakubu realizza il rigore del 3 a 1 finale.
Middlesbrough - Manchester City: passeggiata salutare per il Boro, che demolisce il City con un clamoroso 8 a 1; la tripletta per Alves, la doppietta di Downing e i gol di Johnson, Rochemback e Aliadiere seppelliscono i Citizens e Eriksson, all’ultima apparizione come manager del Manchester City. Dalla prossima stagione sarà sostituito, pare, da Scolari. Il gol della bandiera per il City lo segna Elano, ma non attenua minimamente il vergognoso passivo incassato al Riverside Stadium.
Tottenham - Liverpool: pessima chiusura di stagione per gli Spurs, che incassano un meritato due a zero dai Reds; i gol portano la firma di Voronini al 69’ e Torres al 72’. Ad onor del vero il Tottenham ha mostrato un buon gioco a tratti, ma per inserirsi nelle zone alte della Premier servirà ben altro approccio in futuro.
Questi in sintesi i risultati della 34ª giornata di Premier League:
Birmingham - Blackburn 4-1
Derby County - Reading 0-4
Everton - Newcastle 3-1
Middlesbrough - Manchester City 8-1
Portsmouth - Fulham 0-1
Sunderland - Arsenal 0-1
Tottenham - Liverpool 0-2
West Ham - Aston Villa 2-2
Man Utd - Chelsea ultimo atto: A trionfare sono i Red Devils di Ferguson
Lo United batte a fatica il Wigan grazie ad un rigore dubbio e ad un gol di Giggs, vittoria amara per i Blues.
Sir Alex Ferguson e Avram Grant mettono in campo i propri migliori giocatori per giocarsi il titolo: il Manchester United è di scena a Wigan, con la squadra di Bruce che non ha più nulla da chiedere al campionato, mentre il Chelsea se la vedrà con un Bolton che insegue ancora la salvezza; ai Trotters basterebbe un pareggio, per il Chelsea una vittoria potrebbe invece non essere sufficiente.
L’inizio del match al JJB Stadium è incredibilmente tranquillo; chi si aspettava un Manchester all’arrembaggio è rimasto deluso dalla partenza degli uomini di Ferguson, che badano a controllare il gioco; a Stamford Bridge il Chelsea inizia invece col piede sull’acceleratore, ma dopo dieci minuti deve rinunciare a capitan Terry, che in seguito ad uno scontro con Cech deve abbandonare il campo, per raggiungere addirittura l’ospedale più vicino. Joe Cole e Malouda, gli uomini che dovrebbero dare fantasia alle azioni offensive dei Blues, non trovano varchi nella roccaforte costruita da Megson davanti alla propria difesa. La tattica del Bolton è ultradifensiva, Cech e tutta la difesa dormono sonni molto tranquilli, destabilizzati solo dall’incidente occorso a Terry.
Di tutt’altro spessore la prova offerta dal Wigan contro i Red Devils: i padroni di casa spingono e collezionano corner, tenendo sempre lo United sul chi va là. Da grande squadra, però, improvvisamente il Manchester colpisce: Rooney, recuperato in extremis, viene toccato leggermente in area da Boyce e cade, per l’arbitro Bennet è rigore! Cristiano Ronaldo va sul dischetto e non sbaglia, esecuzione assolutamente glaciale.
Le notizie che arrivano a Stamford Bridge provenienti da Wigan non scuotono i Blues, ancora alle prese con le difficoltà di inizio partita; prima Malouda crossa senza trovare Drogba, poi Joe Cole ci prova da lontano, trovando Al Habsi pronto all’intervento. Sull’altro fronte l’abitro Bennett resta nell’occhio del ciclone, dopo aver assegnato la massima punizione ai Red Devils, per un mancato giallo a Scholes, già ammonito e reo di aver placcato Valencia lanciato in campo aperto.
I finali di tempo, su entrambi i campi, non offrono ulteriori emozioni: le squadre vanno negli spogliatoi con lo United in netto vantaggio nella corsa al titolo, ora per il Chelsea è davvero dura.
Le partite riprendono in perfetta contemporaneità: a Stamford Bridge il Chelsea si presenta con Sheva al posto di Makelele e va subito vicinissimo al gol con Malouda, che impegna Al Habsi con un destro dalla distanza; il Bolton non reagisce, si limita ad incassare le sortite offensive dei Blues cercando di mantenere la propria porta inviolata.
Al JJB Stadium invece lo United prova subito a chiudere i conti, ma le conclusioni di Ronaldo su punizione e Rooney vengono sventate dall’ottimo Kirkland, che tiene in partita i suoi. Rooney si becca un giallo, e rischia addirittura il rosso, al 10' della ripresa; nello stesso momento a Stamford Bridge Shevchenko rompe l’equilibrio risolvendo una mischia in area: le speranze di titolo riaffiorano, ma ci sarà bisogno dell’aiuto del Wigan per effettuare l’agognato sorpasso allo United. L’euforia del vantaggio gioca un brutto scherzo ai Blues, che rischiano di farsi raggiungere da Diouf: ottima risposta di Cech che sventa.
Il Chelsea ci crede e preme sull’acceleratore, tenendo un orecchio teso alle notizie che arrivano da Wigan; al JJB Stadium infatti gli uomini di Bruce danno filo da torcere ai Red Devils, che sembrano soffrire più del dovuto in queste ultime battute. Proprio quando sembra alle porte una grossa sorpresa ecco che Giggs chiude definitivamente i giochi: passaggio illuminante di Rooney per il gallese, che non ha difficoltà ad infilare il gol che vale il titolo. La notizia arriva anche a Stamford Bridge, che si dispera: il Chelsea, colpito al cuore, si fa raggiungere a tempo ormai scaduto dal gol di Tayolr, che salva i Trotters.
Il titolo va ai Red Devils di Ferguson, che bissano così il successo dello scorso anno; adesso l’obbiettivo è il Double, ma sulla sua strada lo United troverà un Chelsea davvero arrabbiato, deciso a prendersi la rivincita a Mosca, quando in palio ci sarà la Champions League.
I TABELLINI
WIGAN - MANCHESTER UNITED 0-2 (primo tempo 0-1)
MARCATORI: 33’ Ronaldo (pen), 80’ Giggs
WIGAN (4-4-2) Kirkland 6; Boyce 5,5; Bramble 6; Scharner 6; Figueroa 6,5; Valencia 6,5; Placios 6; Brown 5,5; Koumas 6; Heskey 5,5; Bent 6 (70’ Sibierski). Allenatore: Bruce 7
MANCHESTER UNITED (4-4-2) Van Der Sar 6; Brown 6; Vidic 6; Ferdinand 6; Evra 6,5; Ronaldo 6,5; Carrick 6; Scholes 6 (67' Hargreaves 6); Park 6 (68' Giggs 7); Rooney 6,5; Tevez 6. Allenatore: Ferguson 6,5
ARBITRO: Bennett 5
AMMMONITI: Scholes, Rooney (MU), Valencia, Palacios, Heskey (W)
CHELSEA – BOLTON 1-1 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: 62’ Shevchenko, 93' Davies
CHELSEA (4-3-3) Cech 6; Essien 6,5; Alex 6; Terry sv (14’ Belletti 6,5) A.Cole 6; Makelele 6,5 46’ Shevchenko 6,5); Lampard 6; Ballack 6; J.Cole 5,5 (79’ Obi Mikel sv); Malouda 5,5; Drogba 5,5. Allenatore: Grant 5,5
BOLTON (4-4-2) Al Habsi 6,5; Steinsson 6; J.O’Brien 6,5; Cahill 6; Samuel 6; A.O’Brien 6; Taylor 6,5; McCann 6,5; Nolan 6,5; Davies 5; Diouf 5 (69’ Giannakopoulos 6). Allenatore: Megson 6,5
ARBITRO: Foy 6
AMMONITI: McCann, J.O’Brien, Davies(B), Drogba (C)
"Hanno scelto per noi i colori del cielo e della notte. Cento anni dopo li ringraziamo ancora per aver fondato l'Internazionale Football Club. Era la sera del 9 marzo 1908. Erano poco più di quaranta, oggi siamo milioni. Si radunarono al ristorante l'Orologio, nel cuore di Milano; erano ribelli e avevano un sogno: dare la possibilità a tutti, italiani e stranieri, di giocare al calcio per una sola bandiera, nerazzurra".
"Sono passati cento anni: di amore e di bellezza, di attese e di fantasie, di campioni, di vittorie, di orgoglio. Di tantissimo orgoglio. Questa è la notte della memoria e del futuro, del filo che unisce i campioni di ieri, di oggi e di domani. È la notte che sognavano in quel lontano 9 marzo e che noi regaliamo ai nostri bambini".
"Questa è la notte di tutti gli interisti, piccoli e grandi, vicini e lontani. Per cento di questi giorni. Per cento di queste emozioni.
PER SEMPRESOLO INTER